Indagate due sorelle di Messina Denaro, il Gip dice no all’arresto
Giovanna e Bice Messina Denaro, sorelle del noto capomafia Matteo Messina Denaro, sono attualmente indagate per procurata inosservanza della pena, accusate di aver assistito il fratello nella sua fuga dalla cattura. La Procura aveva richiesto il loro arresto per associazione mafiosa, ma il giudice per le indagini preliminari ha deciso di non applicare la misura cautelare, ritenendo che, sebbene ci siano gravi indizi di colpevolezza, non sussistano esigenze cautelari a seguito della morte del boss.
I pubblici ministeri hanno presentato appello al tribunale del Riesame. Attualmente, tra le sorelle, solo Rosalia Messina Denaro sta scontando una condanna di 14 anni per associazione mafiosa. Patrizia ha già scontato 14 anni e mezzo ed è stata rilasciata a luglio, mentre il fratello Salvatore è anch’esso libero. Il nipote Francesco Guttadauro è ancora detenuto, così come Filippo Guttadauro, marito di Rosalia, che sta scontando un ergastolo bianco. Gaspare Como, marito di Bice, è stato condannato a 22 anni per mafia e attende un nuovo verdetto, mentre Rosario Allegra, marito di Giovanna, è deceduto in carcere dopo aver scontato otto anni. Vincenzo Panicola, marito di Patrizia, ha completato la sua pena ed è stato scarcerato.
In un’altra operazione, i carabinieri e i magistrati della direzione distrettuale antimafia di Palermo hanno effettuato perquisizioni nello studio dell’ex avvocata di Matteo Messina Denaro, deceduta nel 2015. Lo studio è ora gestito dal figlio, che non è indagato. L’inchiesta riguarda i favoreggiatori della latitanza del boss, morto in carcere.
