Cos’è l’effetto Venturi e come può aver intrappolato i sub nella grotta alle Maldive
La tragedia subacquea nell’atollo di Vaavu, alle Maldive, ha lasciato un gruppo di cinque subacquei professionisti intrappolati fino all’esaurimento dell’aria nelle bombole. Le operazioni di recupero dei corpi, condotte da un team internazionale di speleosub della Dan Europe e dalla Guardia Costiera maldiviana, si stanno svolgendo a circa 60 metri di profondità. Gli inquirenti stanno analizzando i computer subacquei e le videocamere GoPro ritrovate sul luogo dell’incidente.
Il dottor Alfonso Bolognini, presidente della Società Italiana di Medicina Subacquea e Iperbarica, ha avanzato l’ipotesi che i sub possano essere stati vittime dell’effetto Venturi. Questo fenomeno fisico, teorizzato dal fisico Giovanni Battista Venturi, descrive come un fluido che scorre attraverso un restringimento aumenti la sua velocità e diminuisca la pressione, creando una forza di aspirazione.
L’incidente è avvenuto nella “grotta degli squali”, una struttura geologica complessa con tre camere interne. Secondo Bolognini, i sub stavano effettuando un sopralluogo visivo e non avevano intenzione di addentrarsi immediatamente nei cunicoli. Tuttavia, una corrente marina ha incanalato una grande quantità d’acqua verso l’ingresso della grotta, generando un forte effetto risucchio.
Gli esperti ipotizzano due scenari: il risucchio collettivo dei cinque sub o il tentativo di soccorso di alcuni membri del gruppo, che hanno finito per essere risucchiati anch’essi. Una volta all’interno, i sub si sono trovati nel buio totale e nel “silt-out”, una condizione di visibilità azzerata a causa del sedimento sollevato. Disorientati e impossibilitati a nuotare contro la corrente, hanno lottato contro il tempo fino all’esaurimento dell’ossigeno.
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e le indagini proseguono per confermare le cause dell’incidente.
