L’arte come medicina: a Odessa le armi distrutte diventano sculture

Mikhail Reva, scultore di Odessa, ha trasformato la sua arte in un mezzo di resilienza in risposta al conflitto in Ucraina. Intervistato da RaiNews24, ha spiegato come il suo lavoro sia cambiato radicalmente dall’inizio della guerra, portandolo a creare sculture da armi distrutte e rovine.

Reva, che ha una formazione anche in Italia, ha vissuto un cambiamento storico significativo, passando dall’Unione Sovietica all’Ucraina. Oggi, il suo studio è un rifugio dove materiali inerti si trasformano in opere d’arte. L’artista non decide la forma finale delle sue sculture, ma si lascia guidare dai frammenti metallici che riceve da amici e militari. “Io trasformo l’energia che l’uomo usa per uccidere altri uomini”, afferma.

Tra le sue opere più significative ci sono “Il Cuore della Guerra”, realizzato con i resti di un missile che ha distrutto la sua casa, e “Il Crocifisso di Kharkiv”, composto da chiodi recuperati da una chiesa distrutta. “L’Arpa del Dolore” utilizza le corde di un pianoforte estratto da un edificio bombardato, mentre “La Porta di Kherson” è dedicata ai bambini vittime degli attacchi, realizzata con una vecchia porta blu salvata da Kherson.

Reva ha anche una passione per la cultura italiana e la Divina Commedia, utilizzando un’applicazione che associa le terzine di Dante a colori. Per lui, l’arte è un linguaggio universale che supera le barriere culturali e linguistiche, fungendo da “medicina” per le ferite invisibili del nostro tempo.

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