Hantavirus, le indicazioni del ministero
Il ministero della Salute ha diramato una circolare per affrontare il focolaio di hantavirus, che ha registrato quattro casi in Italia. Le indicazioni seguono le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Un caso è considerato sospetto se il paziente presenta sintomi respiratori, muscolari, gastrointestinali o febbre. La classificazione come caso probabile avviene tramite valutazione medica, mentre il caso è accertato solo dopo analisi di laboratorio. Se i test risultano negativi, non si considera il contagio. Senza sintomi, il rischio di trasmissione è molto basso e avviene principalmente per via aerea o attraverso fluidi corporei e sangue. Le misure previste includono quarantena e vigilanza attiva per 42 giorni, con ricovero in caso di aggravamento. Non esistono farmaci specifici né vaccini disponibili.
Dall’analisi genetica, il virus non mostra mutazioni, ma la variante Andes, presente in Argentina e Cile, è particolarmente aggressiva, con un tasso di mortalità che può arrivare al 40%. Attualmente, una donna contagiata è in rianimazione a Parigi, mentre un cittadino britannico ricoverato sta migliorando. I quattro italiani risultati positivi sono asintomatici e sono stati posti in quarantena fino a giugno, con tracciamento dei contatti. L’OMS ha sottolineato che la contagiosità è massima in presenza di sintomi, ma finora i focolai sono stati limitati. In America Latina, si registrano 229 infezioni, soprattutto in Argentina, dove l’hantavirus è endemico e ha causato circa sessanta decessi. Il periodo di incubazione può durare fino a 43 giorni, evidenziando le criticità nella gestione della crisi sanitaria, tra cui la mancanza di avvisi locali e la sottovalutazione delle cause di morte del primo contagiato.
