Borse europee in netto calo, pessimismo sul negoziato in Iran

Le borse europee hanno avviato la giornata con un netto calo, invertendo la tendenza positiva dei giorni precedenti. L’indice Ftse Mib di Milano ha registrato una diminuzione dell’1,51%, mentre anche Londra, Francoforte e Parigi hanno visto i loro indici scendere di oltre l’1%. Questo ribasso è avvenuto dopo che ieri l’S&P 500 e il Nasdaq avevano toccato i massimi storici.

Il pessimismo riguardo alla situazione in Iran ha influito negativamente sui mercati. Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che ci sono solo possibilità minime di un cessate il fuoco, contribuendo a un aumento del prezzo del petrolio Brent, che ha superato i 106 dollari al barile, e del gas, salito a 47,4 euro al megawattora.

In attesa del dato sull’inflazione negli Stati Uniti, previsto per le 14.30, è stato pubblicato il dato tedesco, che ha mostrato un’accelerazione della variazione annuale dei prezzi al consumo, passando dal 2,7% di marzo al 2,9% di aprile. Questi timori di inflazione hanno spinto al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato in Europa e negli Stati Uniti, con il rendimento del Btp decennale italiano che è salito a 3,85%.

Gli investitori stanno anche monitorando l’incontro previsto tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping. Oggi le borse cinesi hanno registrato un lieve calo, mentre Seul ha subito una flessione più marcata del 2,29%.

Nel settore bancario, Banca Monte dei Paschi di Siena ha riportato un utile netto consolidato di 521 milioni, superando le attese, ma il titolo ha aperto con un calo del 3,09%.

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