Le dichiarazioni di Angela Taccia, legale di Andrea Sempio, ospite della trasmissione di Rai 3
L’inchiesta che coinvolge Andrea Sempio nel delitto di Chiara Poggi si arricchisce di nuovi elementi e polemiche. Recenti indiscrezioni giornalistiche hanno rivelato alcune intercettazioni ambientali avvenute mentre Sempio era in colloquio con i pubblici ministeri. La difesa contesta tali ricostruzioni, definendole parziali e prive di contesto adeguato. Angela Taccia, legale di Sempio, ha chiarito che durante l’interrogatorio non sono stati ascoltati audio, ma solo riassunti degli elementi raccolti dalla procura. Ha sottolineato che molti passaggi dei brogliacci risultano incomprensibili. Le indiscrezioni riguardano una conversazione di Sempio in auto, in cui si menzionerebbe un video e un tentativo di approccio con Chiara Poggi. L’accusa sostiene che queste affermazioni contraddicano dichiarazioni precedenti dell’indagato, ma la difesa ribatte che Sempio non ha mai visto quei video, sostenendo che si trattava di un commento su una trasmissione televisiva. Un altro punto controverso è il rapporto tra Sempio e la vittima. Taccia ha affermato che non esisteva un legame diretto tra i due, smentendo le ricostruzioni accusatorie. Marco Poggi, fratello della vittima, ha confermato di non aver mai visto Sempio in compagnia di Chiara e ha ribadito la sua fiducia nell’amico. Un elemento chiave dell’inchiesta è l’impronta 33, una traccia di sangue attribuibile a Sempio, rinvenuta lungo le scale che conducono alla cantina dove fu trovato il corpo di Chiara. La difesa avverte che si tratta di prove ancora in fase di verifica e che la loro validità sarà accertata nel corso del processo. La vicenda si inserisce in un contesto complesso, già segnato dalla condanna definitiva di Alberto Stasi per lo stesso delitto. La possibilità di un nuovo indagato riapre interrogativi sul piano giudiziario e umano. Taccia ha espresso amarezza per la diffusione di notizie non verificate, sottolineando l’importanza di rispettare la riservatezza delle indagini. La magistratura ora dovrà stabilire la fondatezza degli elementi
