Catania e Palermo, passi avanti per privatizzare gli aeroporti

Un nuovo progetto avvia la privatizzazione degli aeroporti di Catania e Comiso, denominato “Goldrake”. Il documento di 13 pagine, recentemente pubblicato, è stato redatto dalla Sec, la società di gestione controllata dalla Camera di commercio e dai Comuni, che cerca soci disposti a rilevare il 51% delle quote. I potenziali investitori devono dimostrare una solida esperienza nella gestione aeroportuale e un fatturato di almeno 150 milioni di euro. Ci sono già gruppi italiani e stranieri interessati, ma le manifestazioni d’interesse devono pervenire entro il 3 giugno.

Parallelamente, la privatizzazione di Gesap, la società che gestisce l’aeroporto di Palermo, sta procedendo. Sono arrivate quattro candidature per il ruolo di advisor, e una commissione selezionerà la società che gestirà l’operazione. In entrambi i casi, i soci pubblici continueranno a mantenere un ruolo attivo.

Nel 2025, Catania si conferma come il quinto scalo italiano con oltre 12 milioni di passeggeri, mentre Palermo supera i 9 milioni. Tuttavia, entrambi gli scali affrontano problemi di congestione estiva e necessitano di investimenti per crescere. Il presidente della Sec, Nico Torrisi, stima che la privatizzazione potrebbe generare fino a un miliardo di euro di investimenti, mentre Palermo ha già un piano da 250 milioni.

Comiso e Trapani, nonostante l’eliminazione dell’addizionale comunale e i sostegni regionali, hanno sofferto per l’uscita di Ryanair, che quest’anno ha ripreso i voli su Birgi, insieme a Ita. Il traffico aereo sta tornando a crescere rapidamente, con l’ad di Ryanair, Eddie Wilson, che ha dichiarato che la Sicilia potrebbe raggiungere i 30 milioni di passeggeri all’anno.

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