Caso Minetti, arrivate in procura generale ‘prime risposte parziali’. Indagine Inau durerà settimane
Sono giunti alla Procura generale di Milano i primi risultati degli accertamenti relativi alla richiesta di grazia di Nicole Minetti, ex consigliera lombarda condannata a 3 anni e 11 mesi di reclusione per sfruttamento della prostituzione nel caso Ruby e peculato. La procuratrice generale Francesca Nanni e il sostituto pg Gaetano Brusa attenderanno un quadro completo prima di esprimersi, con la possibilità di rivedere il parere qualora emergano elementi ostativi. Tuttavia, non è previsto un aggiornamento questa settimana.
L’indagine avviata dall’Instituto del Niño y Adolescente del Uruguay sulla regolarità dell’adozione del bambino da parte di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani è in fase iniziale e richiederà diverse settimane per concludersi. I legali di Minetti hanno recentemente incontrato i magistrati, consegnando ulteriore documentazione per chiarire la vicenda.
L’inchiesta, originata da dubbi sulla veridicità degli atti presentati, è stata avviata dopo un’inchiesta giornalistica. Le verifiche riguardano la procedura di adozione e la situazione dei genitori biologici del bambino, oltre alla morte della tutrice legale del minore in un incidente domestico. Si stanno anche esaminando gli spostamenti di Minetti tra Uruguay, Ibiza, Milano, Roma e Boston, per accertare la sua reale volontà di distacco dalla vita precedente.
Giuseppe Cipriani ha difeso la procedura di adozione, sottolineando la serietà dell’Uruguay e lamentando le conseguenze negative che la situazione ha avuto su Minetti. Ha descritto la grazia concessa dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, come un “atto d’amore” e ha criticato le notizie false diffuse in Italia. Cipriani ha annunciato che, una volta superata l’emergenza, potrebbero essere richiesti danni per la situazione vissuta.
