Crans-Montana, scontro totale sulle fatture: la Svizzera non arretra
La situazione a Crans-Montana si complica ulteriormente dopo il tragico rogo di Capodanno, che ha causato 41 vittime e 115 feriti. A partire dalla prossima settimana, i familiari delle vittime potranno visionare un video di otto minuti realizzato dalla polizia svizzera, che documenta i momenti cruciali dell’incendio attraverso le immagini delle telecamere di sorveglianza. Il video include l’innesco dell’incendio, avvenuto pochi secondi dopo l’una e ventisei.
Il dibattito legale si intensifica, con l’avvocato Alessandro Vaccaro, che rappresenta la famiglia di Emanuele Galeppini, che annuncia nuovi interrogatori per maggio. Le recenti ammissioni da parte delle autorità svizzere potrebbero influenzare le richieste di risarcimento.
Nel frattempo, la tensione diplomatica tra Italia e Svizzera si fa sentire. Berna ha confermato che le spese mediche per i feriti italiani dovranno essere rimborsate dall’Italia, nonostante le proteste. Doris Bianchi, direttrice dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, ha dichiarato che gli accordi europei devono essere rispettati e ha ribadito l’aspettativa che l’Italia paghi.
L’ambasciatore italiano, Gian Lorenzo Cornado, ha risposto affermando che l’Italia considera la questione chiusa e non intende effettuare alcun pagamento. Ha sottolineato che l’Italia ha già fornito aiuti durante l’emergenza, senza richiedere compensi.
Le reazioni politiche in Italia sono state unanimi nel definire inaccettabile la richiesta svizzera. L’avvocato Vaccaro ha confermato che il processo legale prosegue, mentre il deputato Andrea Pellicini ha lanciato un appello affinché la Svizzera riscopra lo spirito di solidarietà tra i due Paesi. La situazione rimane tesa, con entrambe le parti ferme sulle proprie posizioni.
