Il mondo si riarma, 2.887 miliardi in spese militari nel 2025

Un nuovo rapporto del SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute) rivela che nel 2025 la spesa militare globale raggiungerà i 2.887 miliardi di dollari, segnando l’undicesimo anno consecutivo di crescita. Questo importo rappresenta il 2,5% del prodotto interno lordo globale, il livello più alto degli ultimi sedici anni. In Europa, la spesa militare è particolarmente evidente, con un totale di 864 miliardi di dollari, in aumento del 14% rispetto all’anno precedente, influenzata dalla guerra in Ucraina e dai programmi di riarmo dei paesi membri della NATO. La Germania guida il processo con investimenti di 114 miliardi di dollari, superando per la prima volta dalla fine della Guerra Fredda il 2% del PIL. Anche la Spagna ha incrementato il proprio budget del 50%, arrivando a 40,2 miliardi di dollari. L’Italia si colloca al dodicesimo posto mondiale con oltre 48 miliardi di spesa, registrando un aumento del 20%. In Russia, la spesa militare è salita a 190 miliardi di dollari, pari al 7,5% del PIL nazionale, mentre l’Ucraina destina l’84,1% del proprio bilancio alla difesa. In Medio Oriente, la spesa di Israele è aumentata del 97% rispetto al 2022, e la Turchia ha incrementato il proprio budget del 7,2%. Negli Stati Uniti, la spesa militare rimane la più alta al mondo con 954 miliardi di dollari, ma segna una diminuzione del 7,5%. Tuttavia, si prevede che questa tendenza sia temporanea, con un aumento previsto per il 2026 e il 2027. Il rapporto evidenzia un “paradosso della sicurezza”, in cui l’aumento delle spese militari da parte di uno Stato viene percepito come una minaccia dai vicini, portando a una spirale di riarmo che non garantisce maggiore sicurezza. In Asia, la Cina continua a modernizzare le proprie forze armate con una spesa di 336 miliardi di dollari, mentre Giappone e Taiwan aumentano anch’essi i

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