Per l’avvocato della Corte Ue il protocollo Italia-Albania è compatibile con il diritto Unione
Il Protocollo Italia-Albania sulla gestione dei flussi migratori è compatibile con la normativa dell’Unione Europea in materia di asilo e rimpatri, secondo le conclusioni dell’Avvocato generale della Corte di Giustizia dell’Ue, Nicholas Emiliou. L’intesa, firmata il 6 novembre 2023, consente all’Italia di gestire centri di trattenimento in Albania, senza violare il diritto comunitario, a condizione che siano garantiti i diritti e le garanzie dei migranti.
La questione è stata sollevata dalla Corte Suprema di Cassazione italiana, dopo il diniego della Corte d’Appello di Roma di convalidare i decreti di trattenimento per due migranti trasferiti in Albania, ritenuti incompatibili con le norme Ue. Emiliou ha chiarito che il diritto dell’Unione non vieta a uno Stato membro di istituire centri per i rimpatri al di fuori dei propri confini, ma ciò deve avvenire nel rispetto degli standard europei.
Tra le garanzie necessarie, l’Avvocato generale ha sottolineato l’importanza dell’accesso all’assistenza legale e linguistica, nonché il diritto ai contatti con i familiari. Minori e persone vulnerabili devono ricevere tutele adeguate, inclusi accesso all’istruzione e cure mediche. Inoltre, deve essere garantito l’accesso a un giudice per prevenire trattenimenti illegittimi.
Emiliou ha anche evidenziato che, sebbene i richiedenti protezione possano restare a disposizione delle autorità durante la pendente domanda, ciò non implica un diritto automatico a essere riportati in Italia. Tuttavia, lo Stato ha l’obbligo di adottare misure necessarie affinché i migranti possano esercitare i propri diritti anche da un territorio terzo. Le conclusioni dell’Avvocato generale non sono vincolanti, ma influenzano le decisioni della Corte di Giustizia.
