Caro energia, in Italia 4 centrali a carbone, solo 2 in servizio in Sardegna

Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, ha sottolineato l’importanza della situazione nello stretto di Hormuz, definendola “un problema serio”. Ha inoltre accennato alla possibilità di un ritorno al gas russo, in linea con le valutazioni attuali dell’Unione Europea. Pichetto ha avvertito che se il prezzo del gas supera i 70 euro al megawattora, potrebbe rendersi necessario riattivare le centrali a carbone, una risorsa energetica che ha avuto un ruolo significativo nel passato del paese.

Attualmente, in Italia sono attive quattro centrali a carbone: due in servizio in Sardegna e due spente, ma non smantellate. La recente legge energetica ha prorogato al 2038 l’uscita dal carbone, posticipando la chiusura delle centrali che avrebbero dovuto essere dismesse entro il 2025, ad eccezione di quelle sarde. Le centrali spente si trovano a Civitavecchia e Brindisi, entrambe di proprietà di Enel, e possono essere riattivate previa autorizzazione.

Le centrali attive in Sardegna, considerate essenziali per il sistema elettrico dell’isola, includono la termoelettrica di Portovesme e quella di Fiume Santo, gestite rispettivamente da Enel e EP Produzione. Secondo il think tank Ecco, il phase-out del carbone rappresenta una misura significativa per la riduzione delle emissioni di CO2, in un contesto in cui le emissioni nel settore dei trasporti sono aumentate e quelle domestiche sono rimaste stabili.

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