Le piogge abbondanti non sono bastate a colmare le dighe siciliane
Le recenti piogge abbondanti in Sicilia non hanno risolto le problematiche legate alle dighe della regione. Secondo un report dell’autorità di bacino, fino al primo marzo, le dighe siciliane, che potrebbero contenere circa un miliardo di metri cubi d’acqua, riescono a stento a trattenere la metà di questa capacità. La presenza di fango non rimosso sui fondali è una delle principali cause di questa situazione. Attualmente, solo 25 delle 45 dighe operano a pieno regime.
Particolari difficoltà si registrano nella diga Garcia, nel Palermitano, che ha accumulato solo 30 milioni di metri cubi su una capacità di 80 milioni. Anche le dighe La Nicoletti e Pozzillo, nell’Ennese, si trovano in gravi difficoltà. L’autorità di bacino aveva già sollecitato interventi strutturali nel 2024. In risposta, la giunta regionale, guidata da Renato Schifani, ha stanziato circa 170 milioni di euro, principalmente per scavare nuovi pozzi e recuperare la rete idrica, afflitta da perdite e inefficienze storiche.
Nel frattempo, il nuovo commissario straordinario per l’emergenza idrica, Fabio Ciciliano, ha prorogato fino al 30 ottobre l’esercizio provvisorio che consente a Siciliacque Spa di mantenere attivo il dissalatore di Porto Empedocle, un passo necessario per affrontare la crisi idrica nella zona dell’Agrigentino.
