Mamma e figlia avvelenate in Molise, colpo di scena: l’avvocato del marito rinuncia all’incarico

Gianni Di Vita, padre e marito delle due donne decedute a Pietracatella, ha subito un cambiamento nella sua difesa legale. L’avvocato Arturo Messere ha rinunciato all’incarico, comunicando la sua decisione questa mattina. Le motivazioni alla base di questa scelta non sono state specificate. Si prevede che la difesa possa essere assunta dall’avvocato Vittorino Facciolla, consigliere regionale ed ex segretario del Partito Democratico, partito nel quale Di Vita ha ricoperto il ruolo di tesoriere.

Le indagini sulla morte di Sara Di Vita, 15 anni, e della madre Antonella Di Ielsi, avvenuta tra il 27 e il 28 dicembre all’ospedale Cardarelli di Campobasso, continuano sotto la supervisione della Procura di Larino. Oggi, 10 aprile, sono in corso nuovi interrogatori di parenti e conoscenti per ricostruire i pasti consumati prima del cenone della Vigilia di Natale, nel quale potrebbe essere stato somministrato un alimento o una bevanda contenente ricina, un veleno altamente letale.

Gianni Di Vita aveva manifestato sintomi di avvelenamento ma si era ristabilito dopo un trattamento di diversi giorni presso l’ospedale Spallanzani. Attualmente, il fascicolo sull’episodio rimane contro ignoti e non ci sono indagati. Fonti investigative hanno riferito che il possibile cambio di avvocato non implica necessariamente un cambiamento nella posizione di Di Vita, ma potrebbe derivare da divergenze sulle strategie legali da adottare in questa fase. Di Vita è stato già ascoltato in Questura come persona informata sui fatti.

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