Oggi la presidente del Consiglio in aula. Opposizioni: “Sarà la certificazione del suo fallimento”
Giorgia Meloni si prepara a un’importante prova in aula, affrontando per la prima volta il Parlamento dopo la sconfitta referendaria. La presidente del Consiglio intende trasformare l’informativa in un’opportunità di rilancio, ponendo l’accento su una politica interna e internazionale più assertiva. Meloni ha lavorato con il suo staff per definire il discorso, sottolineando che non ci sarà una “fase 2”, ma una prosecuzione decisa dell’azione di governo, anche a costo di dissentire dagli alleati storici.
Negli ultimi giorni, la premier ha condannato le “azioni irresponsabili” di Israele in Libano e si è distaccata dalle minacce di Donald Trump verso l’Iran. Tuttavia, l’endorsement di JD Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, ha creato imbarazzo tra i banchi di Fratelli d’Italia, evidenziando un distacco dalle posizioni più radicali della destra. Le opposizioni, rappresentate da Matteo Renzi ed Elly Schlein, criticano Meloni, accusandola di voler spostare l’attenzione dalla politica interna e chiedendo scelte più coerenti con gli interessi nazionali.
Nel frattempo, il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, ha annunciato un confronto con magistrati e avvocati per discutere riforme mirate, segnando un cambiamento rispetto alle riforme sistemiche del passato. Nonostante l’apertura al dialogo, l’Associazione Nazionale Magistrati ha espresso contrarietà alle recenti manovre riguardanti la Corte dei Conti, temendo un indebolimento della magistratura contabile e una riduzione dei controlli sulla gestione del denaro pubblico. Il governo punta a superare la “paura della firma” per accelerare l’attuazione dei progetti legati al PNRR.
