Sahara Occidentale, e se la guerra fredda non fosse mai finita?

Il recente fallimento del Consiglio di Sicurezza e la conclusione della missione MINURSO hanno aperto un periodo di incertezze nel Sahara Occidentale. Un documento diplomatico americano degli anni Settanta, che descriveva la corsa agli armamenti tra Marocco e Algeria, sembra attuale alla luce degli eventi recenti. Nonostante la scomparsa dell'Unione Sovietica e i cambiamenti negli equilibri internazionali, la rivalità tra Rabat e Algeri continua a influenzare le alleanze nella regione.
La Russia ha posto il veto a un progetto americano riguardante il futuro della MINURSO, mentre gli Stati Uniti hanno votato contro la proposta russa. Questo mancato accordo ha portato alla scadenza del mandato della missione il 31 ottobre, con l'annuncio della sua chiusura da parte del segretario generale dell'ONU, António Guterres. Gli Stati Uniti miravano a rafforzare il piano marocchino di autonomia, ma Mosca ha contestato questa impostazione, considerandola sbilanciata.
La questione del Sahara Occidentale affonda le radici nella decolonizzazione, con il Marocco che rivendica il territorio come parte del proprio suolo e il Polisario che chiede l'indipendenza. La competizione tra Marocco e Algeria per la sicurezza delle frontiere e l'influenza nel Maghreb complica ulteriormente il negoziato. Durante la guerra fredda, il Marocco si è avvicinato all'Occidente, mentre l'Algeria ha collaborato con l'Unione Sovietica, creando una rivalità che persiste.
Attualmente, la Russia fornisce armamenti all'Algeria, mentre il Marocco mantiene forti legami con gli Stati Uniti, che riconoscono la sua sovranità sul Sahara Occidentale. La fine della MINURSO non risolve automaticamente la questione territoriale né la rimuove dall'agenda dell'ONU. La situazione di sicurezza è ora più fragile, con il rischio che il conflitto si estenda a coinvolgere direttamente Marocco e Algeria. La chiusura dei canali diplomatici e la mancanza di osservatori internazionali potrebbero rendere più difficile la gestione di eventuali incidenti. La responsabilità delle grandi potenze sarà cruciale per evitare un'escalation della rivalità geopolitica.
