Eufor Althea, la missione di cui faceva parte l’elicottero italiano

Eufor Althea, la missione di cui faceva parte l'elicottero italiano

La missione Eufor Althea rappresenta l'operazione militare dell'Unione europea in Bosnia-Erzegovina, avviata il 2 dicembre 2004 per sostituire la Sfor, la forza di stabilizzazione della Nato. Dal 21 gennaio 2026, il comando è affidato al generale di Divisione Maurizio Fronda. L'Italia ha già guidato l'operazione in due periodi: tra il 2005 e il 2006 e tra il 2008 e il 2009.

Gli obiettivi principali di Althea includono il mantenimento della sicurezza necessaria per attuare gli accordi di pace di Dayton, il supporto alle autorità bosniache e l'addestramento delle forze armate locali. La missione mira anche a stabilizzare le istituzioni e a facilitare il percorso della Bosnia-Erzegovina verso l'adesione all'Unione europea. Eufor Althea opera sotto l'autorità del Consiglio dell'Unione europea, con un mandato esecutivo delle Nazioni Unite, avvalendosi anche delle capacità comuni della Nato.

Nel corso degli anni, le responsabilità sono state progressivamente trasferite alle autorità locali. Il contingente iniziale di circa 6.000 militari è stato ridotto a una consistenza massima autorizzata di 320 unità. Nel 2025, l'Italia ha contribuito con circa 199 militari, 44 mezzi terrestri e un mezzo aereo. Il personale italiano è impegnato in attività di intelligence, sorveglianza e ricognizione, con una compagnia del 3° reggimento Bersaglieri e un distaccamento dell'Aviazione dell'Esercito.

Il quartier generale si trova a Camp Butmir, a Sarajevo, con diverse squadre operative sul territorio bosniaco. Althea è coinvolta anche nello smaltimento di armi e munizioni risalenti alla guerra del 1992-1995 e nelle attività di sminamento. La missione coinvolge complessivamente 24 Paesi, di cui 18 membri dell'Unione europea e sei esterni.

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