GARUFLOP, un punto in cinque partite: lo Sciacca sprofonda in zona playout

Un punto nelle ultime cinque partite, sette punti in classifica e zona playout. L'Unitas Sciacca sprofonda anche a Serradifalco, travolto 3-1 dalla Sancataldese, al termine di quella che può essere considerata la peggiore prestazione dei neroverdi da quando militano nel campionato di Eccellenza. Per Desiderio Garufo è notte fonda, mentre una stagione cominciata tra proclami e ottimismo sta assumendo contorni sempre più preoccupanti.
E pensare che tutto era cominciato sabato mattina con una dichiarazione del tecnico grottese: «Sicuramente usciremo con un risultato positivo». Una previsione che il campo ha impietosamente smentito. L'unica cosa positiva vista all'Antonio Alaimo di Serradifalco è stata la massiccia presenza dei tifosi neroverdi, ancora una volta al seguito di una squadra che continua a offrire ben poche soddisfazioni.
Sette punti e zona playout. In fondo, nulla di particolarmente sorprendente, considerando che già ad agosto le ambizioni dichiarate erano quelle di una salvezza tranquilla. Per fortuna dello Sciacca, il calendario deve ancora proporre gli scontri con Parmonval e Vigor Borgetto, rispettivamente ferme a uno e zero punti. Due avversarie che, almeno sulla carta, rappresentano un'occasione per provare a raddrizzare una classifica sempre più complicata.
Ma veniamo alla cronaca.
Alle 15 in punto il signor Di Carlo dà il via alle ostilità. Garufo conferma il suo 4-3-3, con Caternicchia e Costa sulle fasce e al centro dell'attacco un Mbengue sempre più impalpabile, a secco dal 20 settembre.
I primi venti minuti sono esclusivamente a tinte verdeamaranto, ma al 24' arriva l'episodio che potrebbe cambiare il corso dell'incontro. Costa, dal limite dell'area, trova un passaggio filtrante per Profeta, bravo a superare Cannizzaro e indirizzare il pallone verso la porta. Quando la sfera sta ormai per entrare in rete, arriva Mbengue a spingerla dentro per quello che sarebbe stato il più facile dei gol. Peccato che il senegalese si trovi in posizione di fuorigioco chilometrico. L'assistente Barbagallo se ne accorge e la rete viene inevitabilmente annullata.
Scampato il pericolo, la Sancataldese si riversa in avanti. Nei cinque minuti successivi la porta di Furnari viene letteralmente presa d'assalto. Cissè e Torres fanno il bello e il cattivo tempo, mentre la retroguardia neroverde finisce per ripetere il copione già visto nelle ultime giornate: regalare il gol agli avversari.
Su una ripartenza dall'area di Furnari, Corso perde banalmente il pallone. Santiago Torres prova la conclusione dalla distanza, il portiere respinge, ma la sfera finisce sui piedi di Cissè, che non deve fare altro che depositarla in rete. È 1-0 per la Sancataldese, con l'ennesimo errore difensivo che presenta il conto allo Sciacca.
Nella ripresa i neroverdi sembrano finalmente mostrare un pizzico di carattere. Al 52' arriva il pareggio: calcio di punizione battuto da Costa, sponda di testa di Corso e pallone che arriva a Fradella, bravo a trovare la rete dell'1-1.
Una reazione che, però, si esaurisce troppo presto.
Quando manca circa mezz'ora al termine, si ripresenta il problema che sta accompagnando lo Sciacca da diverse settimane: la squadra perde intensità, arretra e lascia progressivamente campo agli avversari.
Al 67' la Sancataldese torna avanti. Calabrese batte un calcio di punizione e mette il pallone in mezzo all'area. La difesa neroverde si concede una dormita collettiva, Cissè ringrazia e con un colpo di testa realizza il 2-1.
Ci si aspetterebbe una reazione, quantomeno d'orgoglio. Ma questo Sciacca sembra non avere più neppure la forza di ribellarsi alle proprie difficoltà.
Passano appena sei minuti e arriva il colpo del definitivo ko. Al 73' Cissè lascia partire un lungo traversone, l'ex Gueye si beve Fradella in velocità e, tutto solo davanti a Furnari, serve un comodo assist al subentrato Taormina, che firma il 3-1.
Partita chiusa, Sciacca al tappeto.
L'ultimo quarto d'ora è un autentico assedio alla porta di Furnari. La Sancataldese continua ad attaccare, mentre i neroverdi faticano persino a contenere le iniziative avversarie. Il risultato, fortunatamente per lo Sciacca, non cambia più.
Il tecnico verdeamaranto Buoncore si conferma ancora una volta una vera e propria bestia nera per i neroverdi, mentre Garufo incassa un'altra pesantissima battuta d'arresto.
Novembre è ormai alle porte e, numeri alla mano, la stagione dello Sciacca fino a questo momento non può che essere giudicata fallimentare. Un solo punto in cinque partite rappresenta un bilancio impietoso, soprattutto alla luce delle difficoltà che si ripetono puntualmente: errori difensivi, cali di concentrazione, incapacità di reagire e una squadra che, con il passare dei minuti, sembra smarrire anche le poche certezze iniziali.
E il pensiero torna inevitabilmente a quello spot pubblicitario realizzato ad agosto per promuovere la campagna abbonamenti. Protagonista proprio Desiderio Garufo, allenatore esordiente, impegnato a regalare abbonamenti ai tifosi neroverdi. In quella pubblicità un sostenitore pronunciava una frase destinata, col senno di poi, a far fare gli scongiuri anche al meno scaramantico dei tifosi: «Viva il nostro mister che ci farà vincere».
A distanza di poche settimane, quella frase suona quasi come una beffa.
Il problema, però, non è certo uno spot pubblicitario. Il problema è una squadra che non riesce a trovare continuità, che commette sistematicamente gli stessi errori e che continua a scivolare verso il basso senza mostrare segnali concreti di inversione di tendenza.
A questo punto non bastano più le dichiarazioni rassicuranti della vigilia, né le promesse di risultati positivi puntualmente smentite dal campo.
È arrivato il momento delle responsabilità. Qualcuno dovrebbe avere il coraggio di fare un passo indietro, ammettere pubblicamente gli errori commessi e lasciare spazio a chi possa ancora tentare di salvare una stagione che, fino a questo momento, ha regalato ai tifosi neroverdi soprattutto delusioni.
Perché una cosa è parlare di salvezza tranquilla ad agosto. Un'altra è ritrovarsi a novembre con sette punti, in zona playout e con un solo pareggio conquistato nelle ultime cinque partite.
E mentre lo Sciacca continua a sprofondare, il tempo delle giustificazioni sembra essere definitivamente scaduto.
