Femminicidi, l’appello degli Stati Generali: “Fermare la violenza prima che sia tardi”

Durante la seconda riunione degli Stati Generali contro i femminicidi, tenutasi il 21 ottobre a Roma, sono emerse priorità fondamentali per affrontare la violenza di genere. L'incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della magistratura, delle forze dell'ordine, della sanità e della società civile, con l'obiettivo di migliorare la collaborazione tra i vari attori coinvolti nella prevenzione e nel contrasto agli abusi.
Un momento significativo è stato l'intervento di Franco e Antonietta Isceri, genitori di Lorena, uccisa il 3 settembre. La loro testimonianza ha sottolineato l'importanza di tradurre la solidarietà in azioni concrete per proteggere altre donne. Paolo Crisafi ha evidenziato la responsabilità collettiva nel prevenire ulteriori tragedie, sottolineando la necessità di un impegno condiviso per educare al rispetto e intervenire tempestivamente.
Catia Acquesta, coordinatrice dell'iniziativa, ha delineato due aree di intervento: la formazione per promuovere una cultura di dignità e rispetto, e la creazione di una rete nazionale tra sanità, forze di polizia e terzo settore. Ha richiamato l'appello dei genitori di Lorena, sottolineando l'importanza di riconoscere le situazioni di pericolo.
Renato Loiero, consigliere della presidente del Consiglio, ha ribadito l'importanza di ascoltare le famiglie delle vittime e ha proposto una rete integrata tra istituzioni e associazioni per garantire la sicurezza delle donne. Il cardinale Matteo Zuppi ha invitato a non considerare la violenza come un fatto privato, sottolineando l'importanza di educare a relazioni rispettose.
L'incontro ha visto la partecipazione di diverse figure istituzionali e professionisti del settore, tutti uniti nella lotta contro la violenza di genere.
