Caso Shalabayeva, disposto un appello-ter per i 5 poliziotti imputati

Caso Shalabayeva, disposto un appello-ter per i 5 poliziotti imputati

La Corte di Cassazione ha disposto un appello-ter per cinque poliziotti coinvolti nel caso di Alma Shalabayeva, espulsa dall'Italia nel 2013 insieme alla figlia di sei anni. La Suprema Corte ha ritenuto necessario un nuovo esame da parte dei giudici di secondo grado riguardo al sequestro di persona della minore, mentre per il sequestro della madre è stata riconosciuta la prescrizione.

Tra gli imputati ci sono Renato Cortese, ex capo della Squadra mobile di Roma, e Maurizio Improta, ex responsabile dell'ufficio Immigrazione. Nel novembre 2025, la Corte d'appello di Firenze aveva condannato i cinque a quattro anni di reclusione, dopo un primo grado a Perugia e un'assoluzione in appello, successivamente annullata dalla Cassazione.

La vicenda risale al 28 maggio 2013, quando Shalabayeva fu fermata dalla polizia in una villa a Casalpalocco, a Roma, durante le ricerche del marito. Accusata di possesso di un passaporto falso, fu disposta la sua espulsione, e lei e la figlia furono rimpatriate in Kazakistan con un volo speciale. Il provvedimento fu revocato il 5 luglio, consentendo loro di tornare in Italia. Nel 2014, ad Alma Shalabayeva fu riconosciuto l'asilo politico.

L'inchiesta, inizialmente aperta a Roma, è stata trasferita a Perugia e ora torna alla Corte d'Appello per un nuovo esame delle responsabilità dei cinque poliziotti, a oltre 13 anni dai fatti.

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