Manovra Ars, stanziati fondi per gli operai morti nel depuratore di Mineo

È stato approvato lo stanziamento di fondi per risarcire le famiglie dei sei operai deceduti l'11 giugno 2008 nel depuratore comunale di Mineo. L'incidente, avvenuto all'interno dell'impianto di gestione dei reflui urbani, ha visto i sei lavoratori perdere la vita a causa di esalazioni tossiche. Salvatore Tumino e Giuseppe Smecca, dipendenti di un'azienda esterna, furono i primi a morire avvelenati dall'acido solfidrico, seguiti da altri quattro operatori comunali che tentarono di soccorrerli.
Un processo durato 12 anni ha rivelato che i lavoratori non erano stati adeguatamente formati e non disponevano di dispositivi di protezione, come maschere e autorespiratori. Inoltre, non erano utilizzate imbracature per il recupero in caso di emergenze.
Il sindaco di Mineo, Giuseppe Mistretta, ha commentato l'approvazione dello stanziamento come un "giorno straordinario per la città", esprimendo gratitudine verso il governo e la stampa per il supporto ricevuto.
In seguito all'incidente, sono stati condannati per omicidio colposo plurimo l'assessore al Servizio idrico integrato e diversi dirigenti comunali, con pene variabili da due a tre anni di reclusione. Altre accuse legate a violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro sono state estinte per prescrizione nel corso degli anni.
