Sciacca, caso Terre di Dedalo: Noi Moderati chiede chiarezza sui contributi pubblici. Sabella: «Questione morale che lede le istituzioni»

Il caso dei contributi pubblici concessi all’associazione Terre di Dedalo APS finisce al centro delle critiche di Noi Moderati Sciacca. Il coordinatore cittadino Giuseppe Salvatore Sabella interviene sulla vicenda che coinvolge l’assessore Francesco Dimino, alla luce di quanto emerso durante la seduta del Consiglio comunale del 20 ottobre e delle notizie riportate dalla stampa.
«Siamo profondamente sdegnati e preoccupati per quanto emerso. Di fronte a fatti di tale gravità, la politica non può e non deve rimanere in silenzio», afferma Sabella, che considera la vicenda non soltanto una questione politica, ma soprattutto morale e istituzionale.
Al centro delle contestazioni vi sono i finanziamenti destinati a un’associazione che, secondo quanto evidenziato dal coordinatore di Noi Moderati, sarebbe stata fondata e composta da stretti familiari dell’assessore Dimino. Una circostanza che, secondo Sabella, configurerebbe un grave conflitto di interessi e metterebbe in discussione la credibilità dell’amministrazione comunale.
Critiche anche nei confronti del sindaco Fabio Termine, accusato da Sabella di aver attribuito agli uffici le responsabilità della vicenda, senza affrontare il tema del controllo politico sull'operato dell'amministrazione.
Noi Moderati annuncia di voler fare piena luce sulla gestione delle risorse pubbliche, coinvolgendo anche i propri organi di garanzia, attraverso l'avvocato Caterina Santangelo, componente del Collegio Nazionale dei Probiviri del partito.
Sabella fa sapere che il movimento attende chiarimenti e che, in loro assenza, intende attivarsi per approfondire non soltanto il caso Terre di Dedalo, ma anche eventuali episodi analoghi verificatisi durante l'attuale amministrazione.
Il coordinatore chiede agli organi competenti una verifica approfondita dei finanziamenti e delle determine adottate negli anni di governo del sindaco Termine e della sua giunta, per accertare la correttezza della gestione delle risorse pubbliche.
«La cittadinanza ha il sacrosanto diritto di sapere come vengono gestiti i soldi dei contribuenti e se esistono corsie preferenziali per gli amici e i familiari dei componenti del governo cittadino», conclude Sabella, ribadendo l'impegno di Noi Moderati a vigilare sulla trasparenza e sulla legalità dell'azione amministrativa.
