41-bis, Musacchio: “Senza carcere duro i boss tornano a comandare”

41-bis, Musacchio: "Senza carcere duro i boss tornano a comandare"

Il criminologo Vincenzo Musacchio ha espresso preoccupazione riguardo a un possibile allentamento del regime del 41-bis, sottolineando i rischi per la sicurezza nazionale. Secondo Musacchio, la nuova mafia, caratterizzata da appalti, riciclaggio e corruzione, richiede ai boss di mantenere comunicazioni con l'esterno. Un indebolimento del carcere duro potrebbe compromettere la credibilità dello Stato e il sistema dei collaboratori di giustizia.

Musacchio ha chiarito che il 41-bis non è una misura punitiva, ma uno strumento di prevenzione. I capi mafiosi, anche in carcere, possono continuare a esercitare il loro potere se non isolati adeguatamente. Ha evidenziato che l'isolamento si basa su tre pilastri: limitazione dei contatti, controllo della corrispondenza e isolamento ambientale. Un allentamento di queste misure potrebbe riattivare i canali di comunicazione mafiosi.

Il criminologo ha anche messo in guardia contro il rischio che la pressione giurisprudenziale possa erodere l'efficacia del 41-bis. Ha avvertito che una sua applicazione blanda potrebbe ridurlo a una misura inefficace. Inoltre, ha notato un cambiamento nella figura del boss, ora meno incline alla violenza e più concentrata su affari finanziari e infiltrazioni.

Musacchio ha concluso affermando che un cedimento sul carcere duro avrebbe conseguenze gravi, minando la credibilità dello Stato, l'economia e la fiducia nel sistema di protezione per i collaboratori di giustizia. Ha ribadito l'importanza di mantenere un regime rigoroso del 41-bis per evitare che le carceri diventino nuovamente centri di comando per la criminalità organizzata.

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