Usa, dopo il caso Pike e Hasan torna la polemica sulla pena di morte. Il Papa: “È inammissibile”

Usa, dopo il caso Pike e Hasan torna la polemica sulla pena di morte. Il Papa: "È inammissibile"

Negli Stati Uniti, la questione della pena di morte torna a far discutere in seguito ai casi di Christa Pike e Nidal Hasan. La condanna a morte di Hasan, responsabile dell'omicidio di 13 persone nella base militare di Fort Hood nel 2009, ha suscitato polemiche, soprattutto dopo l'annuncio del Pentagono di trasmettere in diretta streaming la sua esecuzione, prevista per il 3 dicembre. Il funzionario del Pentagono, Pete Hegseth, ha affermato che l'esecuzione deve essere pubblica per far comprendere le conseguenze di tali azioni.

In risposta a queste decisioni, Papa Leone XIV ha dichiarato su X che la pena di morte è inammissibile, sottolineando che esistono alternative che rispettano la dignità umana. Anche il segretario di Stato Pietro Parolin ha espresso la posizione della Chiesa, definendo la spettacolarizzazione della morte inaccettabile.

Il caso di Christa Pike, che ha sopravvissuto a due dosi letali di pentobarbital, ha aggiunto un ulteriore elemento di controversia. I suoi legali stanno cercando di utilizzare la sua esperienza per contestare la legittimità della pena di morte, evidenziando le violazioni dei diritti civili e le circostanze della sua condanna avvenuta quando aveva solo 18 anni.

Le critiche alla decisione di trasmettere l'esecuzione di Hasan sono arrivate da entrambi i lati dello spettro politico, con commenti che la definiscono ripugnante e paragonabile a pratiche di regimi oppressivi. Nel frattempo, un sondaggio Gallup ha mostrato un calo del sostegno alla pena di morte tra gli americani, con solo il 52% che la considera moralmente accettabile, un netto calo rispetto agli anni '90.

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