Scontri Askatasuna, perquisizioni in tutta Italia, chieste 19 misure

Dalle prime ore di oggi, la polizia di Stato di Torino ha avviato 14 perquisizioni domiciliari in diverse località italiane, indirizzate a militanti antagonisti. Queste operazioni fanno parte delle indagini sui violenti scontri avvenuti durante la manifestazione del 31 gennaio, organizzata contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna.
Le perquisizioni sono state autorizzate dall'autorità giudiziaria e si inseriscono in un'inchiesta che ha portato il pubblico ministero a richiedere 19 misure cautelari per reati commessi durante il corteo.
Il 31 gennaio, la manifestazione ha visto violenti scontri tra manifestanti e forze dell'ordine, con attacchi che hanno incluso razzi, bengala, bombe carta, pietre e bottiglie. Gli scontri, concentrati principalmente in corso Regina Margherita, sono durati circa due ore. Durante gli incidenti, alcuni manifestanti a volto coperto hanno incendiato cassonetti e un veicolo della polizia. Un agente è stato accerchiato e aggredito, subendo colpi con un martello.
Circa 1500 persone sono state identificate come responsabili della guerriglia urbana a Torino, tra cui anarchici, autonomi e gruppi organizzati, alcuni dei quali provenienti da altre città italiane e da paesi europei, come la Francia. I violenti hanno operato in modo coordinato, utilizzando nomi in codice per comunicare. Nei giorni successivi, sono emerse immagini di un violento pestaggio ai danni di un poliziotto di 29 anni, ripreso in video e diffuso sui social.
