“30 secondi”, Corte: stupro non ha tempo

"30 secondi", Corte: stupro non ha tempo

L'Appello di Milano ha stabilito che non esiste una soglia minima di durata per considerare un atto come stupro, sottolineando l'importanza di accertarsi del consenso. La Corte ha emesso questa sentenza in merito alla condanna di un ex sindacalista, che era stato condannato a un anno e due mesi di reclusione per violenza su una hostess. Questo caso, noto come quello dei "30 secondi", ha messo in evidenza come un'azione rapida possa sorprendere la vittima, impedendole di esprimere dissenso.

La Corte ha chiarito che la mancanza di una reazione immediata da parte della vittima non deve essere interpretata come consenso, ma piuttosto come una forma di difesa passiva, spesso legata al trauma subito. Questo principio giuridico sottolinea l'importanza di considerare il contesto e le dinamiche di potere nelle situazioni di violenza sessuale.

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