Maxi frode fiscale all’Ue, arresti e un sequestro da 11 milioni

Maxi frode fiscale all'Ue, arresti e un sequestro da 11 milioni

Un'inchiesta su una frode fiscale all'Iva nel settore del commercio di prodotti elettronici e informatici ha portato all'arresto di sei persone e al sequestro di beni per un valore di 11 milioni di euro. Le misure cautelari coinvolgono due individui in carcere a Roma, uno agli arresti domiciliari in provincia di Bergamo e tre con obbligo di dimora nelle province di Salerno e Roma. Il sequestro riguarda beni, valori e denaro riconducibili a otto indagati e tre imprese.

Gli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata a frodi fiscali, aggravata dalla transnazionalità. Sono state eseguite circa trecento perquisizioni in otto Paesi. In Italia, 93 società sono coinvolte, con sedi nelle province di Bergamo, Milano, Roma, Salerno, Como e Brescia, per un totale di fatture false emesse superiori a 450 milioni di euro nel quadriennio 2022-2025.

Le frodi, note come "frodi carosello", si realizzano sfruttando il regime di non imponibilità Iva per le operazioni commerciali intracomunitarie. In queste operazioni, un soggetto economico fittizio, definito "cartiera", acquista merce senza applicazione dell'Iva e la rivende a un'impresa nazionale applicando l'Iva ordinaria. Tuttavia, la cartiera non versa l'imposta all'Erario, vendendo la merce a un prezzo sottocosto. Queste società, gestite da prestanome e prive di strutture operative, cessano di operare dopo un breve periodo, per essere sostituite da nuove imprese simili.

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