Israele, tre anni dopo nelle comunità colpite dall’attentato

A Niros, il Kibbutz che ha subito il maggior numero di vittime e ostaggi durante l'attentato del 7 ottobre di tre anni fa, la casa dei piccoli Bibas, portati via con la madre e uccisi durante la prigionia, è ancora in piedi. Accanto, le case demolite hanno lasciato solo le stanze di sicurezza. Ron Bahar, una figura di riferimento del Kibbutz, ha dichiarato che l'intenzione è di mantenere i rifugi per creare un memoriale in futuro. Nel frattempo, il nuovo Kibbutz sta prendendo forma: diverse abitazioni sono state recuperate e almeno dieci famiglie sono già tornate a vivere qui, mentre i lavori di costruzione proseguono rapidamente.
Tuttavia, dal reticolato si scorge la devastazione di Gaza, che è in gran parte ridotta in macerie. Gli sfollati vivono nel poco più del 30% del territorio controllato da Hamas. In prossimità dell'anniversario dell'attentato, il gruppo ha diffuso nuove immagini di Yahya Singwar, il leader che ha orchestrato gli eventi del 7 ottobre, mentre si aggira tra le rovine di Rafah prima della sua uccisione.
I servizi di intelligence israeliani hanno lanciato un'allerta, temendo che Hamas possa tentare di colpire nuovamente prima delle prossime elezioni.
