Guerra sulle comunioni a Palermo, sit-in commercianti davanti la Curia

Guerra sulle comunioni a Palermo, sit-in commercianti davanti la Curia

Questa mattina, oltre trenta commercianti di Palermo, tra cui fiorai, fotografi e proprietari di negozi di bomboniere, hanno organizzato un sit-in davanti al palazzo arcivescovile in via Matteo Bonello. I manifestanti, muniti di cartelli con frasi come "Oggi siamo qui per fare comunione" e "I sacramenti uniscono", hanno espresso il loro disagio per il calo del fatturato subito dopo la decisione della Curia di estendere il percorso per la prima comunione e la cresima da due a cinque anni.

Giovanni Felice, presidente di Confimprese Palermo, ha sottolineato che prima della modifica si celebravano circa 3.500 comunioni all'anno, ma ora le perdite annuali stimate sono aumentate da venti a trenta milioni di euro. Attualmente, il fatturato è praticamente azzerato e si prevede che la situazione non migliori nei prossimi anni.

I commercianti chiedono un'intensificazione dei corsi di preparazione, attualmente organizzati con una frequenza limitata, per ridurre il tempo necessario al completamento del percorso. Manuela Gandolfo, titolare di un negozio di bomboniere, ha evidenziato come la situazione economica stia colpendo duramente le attività, con perdite tra il 30% e il 50%.

Raffaele Marchese, fotografo, ha chiesto un tavolo di confronto con la Curia, ribadendo che i commercianti non sono contro la Chiesa, ma desiderano trovare una soluzione che permetta di sostenere le proprie famiglie.

Condividi l’articolo
Pubblicità Pubblicità