Intesa alza l’Opas su Mps: più cash, ma salta tutto se i soci approvano il piano Lovaglio

Intesa Sanpaolo ha deciso di rilanciare l'offerta pubblica di acquisto e scambio su Monte dei Paschi di Siena, presentando un aumento di 25 centesimi sulla componente in denaro. Tuttavia, l'operazione diventerà inefficace se l'assemblea di Mps, fissata per il 29 ottobre, approverà uno dei punti legati al piano dell'amministratore delegato Luigi Lovaglio, che include offerte su Banco Bpm e Banca Generali.
L'offerta originaria, annunciata a giugno, prevedeva 1,6 azioni Intesa e un euro in contanti per ogni azione Mps, per un valore totale di 10,091 euro e un premio del 12,5%. Con il nuovo rialzo, la parte in contante sale a 1,25 euro, portando il controvalore complessivo a 31,4 miliardi, di cui 27,6 miliardi in azioni e 3,8 miliardi in denaro. Il rapporto di cambio sarà adeguato se Intesa distribuirà un acconto sul dividendo 2026.
Il consiglio di amministrazione di Intesa ha definito l'assemblea del 29 ottobre un "vero e proprio referendum". In caso di approvazione di uno dei punti, la banca non rinuncerà alle condizioni di efficacia dell'Opas. Intesa critica il piano di Mps, sostenendo che non offre alcun premio per gli azionisti e presenta rischi di esecuzione elevati. La propria offerta, al contrario, genererebbe un valore significativo e sostenibile.
Intesa si oppone anche alla fusione con Mediobanca, ritenendola una misura difensiva da realizzare solo dopo l'Opas. Sul fronte occupazionale, la banca promette un ricambio generazionale senza impatti sociali, prevedendo circa 6.800 uscite volontarie a fronte di altrettante assunzioni. Inoltre, Siena manterrà un hub direzionale per il Centro e Sud Italia, con ulteriori iniziative a sostegno della regione.
