Giuseppe Graviano: “Mio nonno fece una società con Berlusconi negli anni 70”

Giuseppe Graviano ha dichiarato di aver appreso da suo nonno, Filippo Quartararo, che quest'ultimo aveva avviato una società con Silvio Berlusconi tra il 1969 e il 1970, per un investimento complessivo di 20 miliardi di lire, di cui 4-5 miliardi provenienti da Quartararo. La testimonianza è stata rilasciata durante il processo Baiardo a Firenze, dove Graviano ha affermato di aver incontrato Berlusconi a Milano insieme a suo nonno e a suo cugino Salvo.
Graviano, condannato all'ergastolo per stragi e attualmente detenuto al 41 bis, ha sottolineato che, secondo quanto riferito dal nonno, esisterebbe una "carta privata" che attesterebbe l'investimento, ma ha ammesso di non poter confermare i nomi degli investitori. Ha anche dichiarato di non aver mai ricevuto profitti da questi investimenti e di essere stato coinvolto nella gestione delle restituzioni.
Nel corso della sua testimonianza, Graviano ha menzionato diversi incontri con Berlusconi, incluso uno avvenuto prima del suo arresto in un appartamento a Milano. Ha descritto un altro incontro risalente al 1993, in cui si sarebbe discusso dell'inserimento di nomi in società legate agli investimenti.
Marina Berlusconi ha risposto alle affermazioni di Graviano, definendo il processo Baiardo un "monumento all'ipocrisia giudiziaria". In una lettera a 'Il Giornale', ha criticato la mancanza di riscontri alle dichiarazioni del boss, sostenendo che non esistono prove a sostegno delle sue affermazioni e denunciando il processo come un attacco diretto a Berlusconi e Marcello Dell'Utri.
