Troppi social e chat, il no dei pediatri allo smartphone personale prima dei 13 anni

Troppi social e chat, il no dei pediatri allo smartphone personale prima dei 13 anni

L'uso della tecnologia tra i bambini sta diventando sempre più precoce e problematico, con i pediatri che avvertono sui rischi legati all'uso di smartphone e social network. Stefano Vicari, responsabile dell'Unità di Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza dell'Ospedale Bambino Gesù, consiglia di non fornire uno smartphone personale prima dei 13 anni e di rimandare l'accesso autonomo ai social almeno fino ai 16 anni.

Secondo i dati di Save the Children, un bambino su tre tra i 6 e i 10 anni utilizza lo smartphone quotidianamente, e oltre il 62% dei ragazzi tra 11 e 13 anni ha almeno un account social. L'uso problematico dei social colpisce già il 15% degli undicenni. L'ossessione per notifiche e contenuti può compromettere il sonno, il rendimento scolastico e le relazioni sociali. Un nuovo ambulatorio presso l'Ospedale Bambino Gesù è stato istituito per affrontare questi problemi.

Vicari sottolinea l'importanza di aiutare i giovani a mantenere un equilibrio tra attività digitali e altre esperienze significative, come sport, arte e interazioni familiari. È fondamentale anche lasciare spazio alla noia, che può stimolare creatività e nuovi interessi.

Inoltre, emerge un crescente utilizzo dell'intelligenza artificiale tra gli adolescenti. Un'indagine di Save the Children rivela che quasi un terzo dei ragazzi tra 15 e 19 anni utilizza l'IA quotidianamente, spesso per affrontare momenti di tristezza o ansia. Sebbene i chatbot possano offrire supporto, Vicari avverte che non devono sostituire le relazioni umane o l'assistenza professionale, poiché non possono gestire situazioni di disagio psicologico. La richiesta di assistenza per problemi di salute mentale tra bambini e adolescenti è in aumento, come dimostrano i dati del Bambino Gesù.

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