Competence Center, impatti e buone pratiche nel “trasferimento di tecnologia” grazie ai fondi PNRR

Ieri si è svolta una conferenza intitolata "Competence Center Impatti e Best Practice nel Tech Transfer: dal PNRR alle nuove progettualità", durante la quale sono stati presentati i risultati di una ricerca condotta dal CNR e dall'Università di Padova. L'indagine ha analizzato l'impatto dei Competence Center finanziati attraverso il PNRR, raccogliendo 1.200 questionari dalle imprese beneficiarie e conducendo interviste mirate.
Dal 2019 al 30 giugno 2026, gli otto Competence Center hanno attivato progetti e servizi per un valore di 320 milioni di euro, a fronte di 180 milioni di euro di aiuti concessi, generando un effetto leva di 1,8. I Centri hanno offerto 4.700 servizi di orientamento, formazione e innovazione, l'84% dei quali destinati a piccole e medie imprese (PMI). Sono state 733 le imprese che hanno beneficiato di bandi per la ricerca e l'innovazione, con una prevalenza del 70% di PMI.
In termini di formazione, sono stati attivati 1.460 percorsi che hanno coinvolto circa 57.000 persone per oltre 1,1 milioni di ore-persona. Inoltre, sono stati organizzati 1.550 eventi di orientamento gratuiti, raggiungendo 40.000 imprese e 90.000 persone. Il campione della ricerca riflette la varietà dell'industria italiana, con l'85,1% dei rispondenti rappresentato da micro, piccole e medie imprese.
Marco Taish, presidente di MADE Competence Center 4.0, ha commentato i risultati, sottolineando che il 70% delle imprese, dopo aver collaborato con un Competence Center, ha continuato a migliorare autonomamente il proprio livello di maturità tecnologica. Taish ha evidenziato l'importanza di rendere la transizione digitale accessibile e sostenibile, rafforzando il ruolo dei Competence Center nel supportare le imprese nella loro evoluzione tecnologica.
