Caro carburanti, sul piede di guerra agricoltori, tassisti e autotrasportatori

Le proteste contro l'aumento dei prezzi dei carburanti si intensificano in diverse regioni italiane, coinvolgendo agricoltori, autotrasportatori, pescatori e tassisti. Nonostante l'introduzione di un tetto ai prezzi da parte di Eni e Ip, le categorie interessate considerano l'intervento insufficiente e il malcontento cresce, con il rischio di paralizzare settori fondamentali.
In Sicilia, l'associazione Agrisat ha bloccato gli svincoli delle statali Palermo-Agrigento e Gela-Catania, causando significativi disagi alla circolazione. Inoltre, il Comitato autotrasportatori siciliani ha annunciato un blocco delle merci nei porti dal 16 al 20 ottobre, lamentando la mancanza di interventi e i ritardi nei pagamenti. Il coordinatore Salvatore Bella ha dichiarato: "Rimarremo fermi con i nostri camion nei nostri piazzali fino a quando il governo non ci darà delle risposte".
In Sardegna, il settore agricolo sta chiedendo alla Regione di sbloccare immediatamente 25 milioni di euro di aiuti, previsti ad agosto. Le mobilitazioni hanno ricevuto il sostegno di Confimprenditori, il cui presidente Stefano Ruvolo ha avvertito che senza un intervento tempestivo, molti comparti rischiano il fallimento.
Anche i tassisti si stanno mobilitando e non escludono la possibilità di uno sciopero. I conducenti segnalano l'impossibilità di adeguare le tariffe comunali ai rincari e chiedono un intervento strutturale per riconoscere il carburante dei taxi come professionale, con l'obiettivo di ridurre le accise.
