Etiopia, colpita da un drone la tv pubblica dei separatisti tigrini

Una sede della televisione pubblica del Tigrè, regione settentrionale dell'Etiopia, è stata colpita oggi da un drone, secondo quanto riportato da giornalisti dell'emittente. I combattimenti tra le forze federali e i ribelli tigrini sono ripresi mercoledì, con le autorità locali che denunciano un'invasione da parte del governo federale. Gli scontri, giunti al sesto giorno, hanno visto le forze tigrine prendere il controllo di tre città nella vicina regione di Afar, come confermato da Al Jazeera.
Il leader del partito al governo nella regione di Afar, Mohamed Hussein, ha esortato il governo federale a proteggere i residenti, mentre la regione di Afar, che confina con Gibuti e Eritrea, riveste un'importanza strategica. A seguito della ripresa delle ostilità, le autorità di Addis Abeba hanno imposto restrizioni al traffico di motociclette e scooter, temendo possibili attentati contro funzionari dell'esercito federale.
Nel Tigrè, i residenti hanno iniziato a accumulare scorte di cibo e a ritirare denaro, preoccupati per un possibile assedio. Le comunicazioni nella regione sono state interrotte, rendendo difficile l'accesso a internet. Il conflitto tra il governo di Abiy Ahmed e il Fronte Popolare di Liberazione del Tigrè (TPLF) ha radici profonde, risalenti alla decisione del premier di centralizzare il potere e sciogliere la coalizione di governo che aveva dominato il Paese per decenni.
La situazione è degenerata nel novembre 2020, quando il TPLF ha lanciato un attacco contro l'esercito federale, dando inizio a una guerra civile che ha causato migliaia di morti. Sebbene un accordo di pace sia stato firmato nel novembre 2022, le tensioni non si sono placate e i recenti sviluppi suggeriscono un'escalation del conflitto.
