Dalle sfide social ai video shock, in Sicilia nuova campanella d’allarme

Dalle sfide social ai video shock, in Sicilia nuova campanella d'allarme

Due recenti episodi in Sicilia hanno riacceso l'allerta sui rischi legati all'uso dei social media tra i minori. A San Cataldo, due sorelline sono state chiuse per 24 ore in un negozio a causa di una sfida social, mentre a Marsala una tredicenne è stata trovata con un coltello nello zaino, pronta ad aggredire una compagna. Sul suo telefono è stata rinvenuta la foto di uno dei responsabili delle stragi nelle scuole americane.

Questi eventi evidenziano un fenomeno preoccupante: la maggior parte degli adolescenti siciliani utilizza quotidianamente i social, con circa uno su sette che presenta un utilizzo problematico. Le piattaforme tendono a premiare contenuti estremi, alimentando meccanismi di emulazione che possono avere effetti negativi, come la normalizzazione dell'aggressività e una distorta percezione del rischio.

Le istituzioni stanno cercando di intervenire, introducendo limiti di età per l'accesso ai social. Tuttavia, i divieti potrebbero non essere sufficienti, considerando che cellulari e social sono ormai parte integrante della vita quotidiana. È quindi essenziale promuovere un'educazione all'uso responsabile di queste tecnologie. A tal proposito, la Regione siciliana ha stanziato un milione di euro per l'alfabetizzazione digitale dei minori, sottolineando l'importanza della presenza di adulti competenti, sia in famiglia che a scuola, come punti di riferimento.

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