Ucciso e fatto a pezzi, il 26enne accusato: “Sotto effetto di droghe, volevamo buttarlo nel fiume”

Ucciso e fatto a pezzi, il 26enne accusato: "Sotto effetto di droghe, volevamo buttarlo nel fiume"

Un giovane di 26 anni è stato arrestato con l'accusa di omicidio e soppressione di cadavere dopo il ritrovamento del corpo di un 39enne, smembrato e chiuso in sacchi neri in un appartamento alla periferia di Torino. Durante l'interrogatorio, il giovane ha confermato di aver trascorso la serata con la vittima e altre due persone, tra cui una professoressa, consumando alcol e droghe. Al risveglio, avrebbe scoperto che la vittima gli aveva rubato dei soldi, scatenando una violenta lite culminata in una colluttazione.

Il giovane ha affermato di non ricordare i dettagli dell'omicidio, ma ha raccontato di aver tentato di rianimare la vittima per due ore prima di decidere di disfarsi del corpo, pianificando di gettarlo in un fiume. La professoressa, che non si era presentata a scuola dall'inizio dell'anno, è stata identificata come Nicole Formichetti, residente nell'appartamento dove è stato trovato il cadavere.

La vittima, Fabio Colapietro, è stata uccisa con colpi di bastone e coltellate. Gli investigatori stanno esplorando diverse ipotesi, tra cui un incontro tra le persone coinvolte che è degenerato in violenza, e stanno cercando di stabilire la tempistica della morte. Testimoni hanno riferito di un continuo viavai di persone dall'abitazione della professoressa, sollevando ulteriori interrogativi sulle dinamiche che hanno portato al delitto.

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