Nucleare, il Senato dà il via libera definitivo alla normativa. Meloni: “Promessa mantenuta”

Dopo quasi quarant'anni, l'Italia ha ufficialmente riaperto il capitolo del nucleare. Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge delega sull'energia nucleare sostenibile, già approvato dalla Camera lo scorso giugno. Il provvedimento, presentato dal ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, assegna al Governo il compito di definire un nuovo quadro normativo. La legge conferisce una delega al Governo, da esercitare entro dodici mesi, per regolamentare l'intero ciclo di vita dell'energia nucleare, che include la realizzazione e l'esercizio degli impianti, la loro dismissione, la sicurezza e la gestione dei rifiuti radioattivi. Tra gli obiettivi ci sono norme per la costruzione di nuovi impianti nucleari, comprese tecnologie avanzate e piccoli reattori modulari, oltre alla ricerca sulla fusione. È previsto anche un riordino delle competenze in materia di sicurezza nucleare e nuovi procedimenti autorizzativi. Il provvedimento affronta anche la questione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, prevedendo il coinvolgimento dei territori e dei Comuni nella localizzazione degli impianti, con possibilità di misure compensative. Sono incluse garanzie finanziarie e assicurative per il ciclo di vita degli impianti. Questo passaggio legislativo rappresenta un passo significativo verso il ritorno del nucleare in Italia, dopo la chiusura delle centrali e il referendum del 1987. Il Governo ha legato il progetto alla decarbonizzazione, alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla riduzione della dipendenza energetica. Tuttavia, le opposizioni hanno sollevato preoccupazioni riguardo a costi, tempi, tecnologie, sicurezza e gestione delle scorie. Il ministro Pichetto Fratin ha indicato il 2034-2035 come obiettivo per i primi reattori operativi, ma non si tratta di una scadenza definitiva. Il prossimo passo sarà l'elaborazione dei decreti legislativi delegati, attraverso i quali il Governo dovrà tradurre la delega in norme concrete. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha commentato l'approvazione della legge come una "scelta coraggiosa e di buon
