Zelensky: “in corso dialogo con Trump su idee per avvicinare pace”

Dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina, la Russia è stata accusata di esportare un "regno della paura" attraverso la repressione transnazionale. Questa denuncia è stata presentata dalla Relatrice speciale dell'Onu sulla Russia, Mariana Katzarova, durante una seduta del Consiglio dei diritti umani a Ginevra. Katzarova ha illustrato come la repressione non sia un fenomeno isolato, ma un'estensione del sistema di controllo già attivo in Russia, documentato in circa 400 casi.

Il rapporto evidenzia che la repressione transnazionale rappresenta una strategia di Stato sistematica, legata al consolidamento del regime autoritario e alla guerra contro l'Ucraina. La Russia non ha fornito una risposta immediata al rapporto e il suo seggio è rimasto vuoto durante la discussione.

Katzarova ha sottolineato che la persecuzione degli esiliati politici è una pratica storica, ma che, a partire dal 2022, la Russia è diventata uno dei principali attori in questo ambito. I metodi di repressione si sono diversificati e si sono avvalsi di strumenti clandestini, amministrativi e digitali, complicando l'attribuzione delle responsabilità.

Tra febbraio 2022 e oggi, tra 650.000 e 900.000 persone hanno lasciato la Russia, segnando la più grande ondata di emigrazione politica dal XX secolo. Katzarova ha denunciato il coinvolgimento delle autorità russe, che in alcuni casi hanno persino onorato i responsabili di tali atti. L'esperta ha chiesto l'adozione di una convenzione internazionale per prevenire la repressione transnazionale e proteggere le vittime.

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