La morte di Denise Cosco, verifiche della procura su eventuali contatti con il padre
L'indagine della Procura di Velletri sulla morte di Denise Cosco si concentra su eventuali contatti recenti con il padre, attualmente detenuto ad Asti per l'omicidio di Lea Garofalo, la madre di Denise. La giovane si è tolta la vita il 10 settembre scorso, lanciandosi dal palazzo in cui viveva ad Ariccia. Gli inquirenti stanno analizzando il cellulare di Denise e la sua casella di posta elettronica per raccogliere elementi utili.
Nei giorni scorsi, il compagno di Denise è stato ascoltato dai pm, poiché potrebbe fornire informazioni sulle ultime ore di vita della donna, che non ha lasciato messaggi né biglietti. Al momento, il fascicolo per istigazione al suicidio è contro ignoti.
Oggi, a Crotone, si è tenuta una cerimonia religiosa in memoria di Denise, alla quale ha partecipato anche don Luigi Ciotti, fondatore di Libera. Ciotti ha sottolineato che esiste una "violenza mafiosa 'differita'" che può colpire le vittime nel tempo, definendo il suicidio di Denise come un "omicidio lungo 17 anni", in riferimento al delitto della madre.
La presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo, ha evidenziato che, sebbene lo Stato sia intervenuto nella vita di Denise, alcune ferite non sono state curate. Anche la sottosegretaria all'Interno, Wanda Ferro, ha partecipato alla commemorazione, ribadendo l'impegno dello Stato nel sostenere il figlio di Denise e nel contrastare la mafia e la 'ndrangheta.
