Tragedia di Calenzano: sei indagati chiedono di patteggiare, tre verso il rinvio a giudizio

L'inchiesta condotta dalla Procura di Prato sull'esplosione avvenuta il 9 dicembre 2024 nel deposito di carburanti Eni a Calenzano, che ha causato la morte di cinque persone, ha portato a una svolta giudiziaria. Sei dei nove indagati, tutti con ruoli di responsabilità all'interno della struttura, hanno chiesto di patteggiare, accettando pene complessive di 14 anni e 6 mesi per omicidio colposo e disastro colposo.
Le richieste di patteggiamento riguardano Luigi Cullurà (2 anni e 9 mesi), Carlo Di Perna (2 anni e 6 mesi), Emanuela Proietti (2 anni e 5 mesi), Marco Bini e Andrea Strafelini (2 anni e 3 mesi ciascuno) ed Elio Ferrara (2 anni). Per cinque di loro è stata proposta la sostituzione della pena con lavori di pubblica utilità, mentre per Ferrara, che ha subito gravi lesioni nell'esplosione, si chiede la sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna.
La Procura ha espresso parere favorevole al patteggiamento, considerando la congruità delle pene rispetto alla gravità dei fatti e il risarcimento già avvenuto per i familiari delle vittime da parte di Eni. È stato sottolineato che il patteggiamento non implica ammissione di responsabilità, ma rappresenta una rinuncia a difendersi.
Per gli altri tre indagati, Francesco Cirone, Luigi Murno ed Enrico Cerbino, la Procura ha richiesto il rinvio a giudizio. La decisione finale spetta ora al Giudice per le Indagini Preliminari.
