Caro carburanti, Trump: “Colpa della guerra in Ucraina, non della crisi nel Golfo”

Donald Trump ha annunciato che Ucraina e Russia hanno raggiunto un accordo per non colpire le rispettive infrastrutture energetiche. La dichiarazione è stata fatta dal suo campo da golf in Irlanda, dove ha criticato Kiev per gli attacchi alle raffinerie russe. Secondo Trump, l'aumento dei prezzi del diesel a livello mondiale è principalmente attribuibile alla guerra tra Russia e Ucraina, piuttosto che alla situazione in Iran. Con le elezioni di midterm imminenti, Trump ha ripreso le osservazioni del segretario al Tesoro Scott Bessent, che aveva collegato l'innalzamento dei prezzi dei carburanti negli Stati Uniti agli attacchi ucraini contro gli impianti di raffinazione russi. Attualmente, il prezzo medio del diesel negli Stati Uniti ha raggiunto i 6,23 dollari al gallone, un notevole incremento rispetto ai 3,8 dollari di fine febbraio. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso la disponibilità a una tregua, ma ha richiesto garanzie sul rispetto dell'accordo da parte della Russia. Ha sottolineato che Kiev è pronta a fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche se riceverà assicurazioni concrete dai partner internazionali. La Russia, dal canto suo, ha respinto la proposta di Zelensky, mentre ha accolto con favore le richieste di Trump di deviare gli attacchi verso altri obiettivi. Trump ha anche affermato di aver avuto una "ottima conversazione" con Putin, auspicando un accordo per porre fine al conflitto. Zelensky ha manifestato la sua disponibilità a incontrare Putin al vertice del G20, ma il Cremlino ha escluso questa possibilità, pur lasciando aperta l'idea di un incontro mediato dagli Stati Uniti. L'annuncio di Trump sulla tregua energetica è giunto in un contesto di crescente pressione sui prezzi del petrolio, con il Brent che si avvicina ai 110 dollari al barile. Il tycoon ha ribadito che il conflitto con l'Iran potrebbe concludersi subito dopo le elezioni di midterm, promettendo una diminuzione dei
