Idrocarburi sversati nel Naviglio Grande: scia nera di 28 chilometri, evitato il disastro

Una densa chiazza scura e un forte odore chimico hanno interrotto la tranquillità del Naviglio Grande nel pomeriggio di venerdì. Quello che sembrava un accumulo di detriti si è rivelato un significativo sversamento doloso di idrocarburi, estendendosi per 28 chilometri. I residenti dei comuni lungo il fiume hanno immediatamente segnalato la situazione, esprimendo preoccupazione per l'impatto sull'ecosistema fluviale.
Le indagini hanno rapidamente indirizzato gli inquirenti verso l'ipotesi di smaltimento illecito di oli esausti. Si sospetta che un'autocisterna abbia scaricato illegalmente il carico in un cantiere edile, riversando il materiale in un tombino. Da lì, la miscela tossica ha raggiunto le acque del canale nei pressi di Magenta, nell'hinterland milanese.
Per contenere l'inquinamento, i tecnici del Consorzio Est Ticino Villoresi, supportati da aziende specializzate, hanno avviato un intervento urgente. A Abbiategrasso, è stato allestito un sbarramento con barriere galleggianti e panne assorbenti per fermare il flusso inquinante. Idrovore e autospurghi hanno lavorato senza sosta per rimuovere la melma vischiosa, affrontando una situazione senza precedenti.
Grazie all'efficacia delle operazioni di bonifica, la crisi ambientale è stata contenuta, ma le indagini continuano. Le autorità locali stanno raccogliendo prove e testimonianze per identificare i responsabili di questo gesto criminale, con l'obiettivo di prevenire futuri atti di inquinamento del patrimonio idrico.
