Caldo record in Italia: “impatti su salute e lavoro”, se l’estate 2026 entra nella storia sanitaria

L'estate del 2026 si distingue per l'intensità e la durata delle ondate di calore che hanno colpito l'Italia e l'Europa. Alessandro Miani, presidente della Società italiana di medicina ambientale, sottolinea che non si tratta solo di record di temperatura, ma della costante esposizione al caldo che ha avuto inizio dalla seconda metà di maggio e che si prevede continui anche in settembre.
Secondo i dati di Copernicus, giugno 2026 è stato il mese più caldo mai registrato nell'Europa occidentale. In Piemonte, l'estate meteorologica ha raggiunto temperature superiori di circa mezzo grado rispetto al record del 2003, con solo otto giorni su novantadue al di sotto della norma climatica. Miani evidenzia che la durata dell'esposizione al caldo è cruciale per la salute, poiché temperature elevate durante il giorno e la notte possono aumentare il rischio di malattie e mortalità.
Il caldo ha anche implicazioni economiche. Non tutte le famiglie possono permettersi sistemi di climatizzazione, e la capacità di proteggersi dal caldo dipende da fattori economici e dalla qualità delle abitazioni. Miani propone che l'efficientamento energetico degli edifici debba considerare anche la protezione dal caldo, suggerendo strategie come isolamento adeguato e sistemi di ombreggiamento.
Sebbene non ci siano stime definitive sulla mortalità legata al caldo per la stagione attuale, uno studio ha stimato circa 18.000 decessi in Italia durante l'estate 2022. Il caldo può aggravare diverse patologie e influenzare negativamente la produttività lavorativa, rendendo necessarie politiche di adattamento più incisive.
