Nigel Farage nella bufera: donazioni dall’estero e una nuova crisi per Reform UK

Nigel Farage si trova al centro di una nuova crisi per Reform UK, a poche ore dalla conferenza annuale del partito a Birmingham. Due membri di spicco, James Orr e Dan Jukes, sono stati sospesi in seguito a un'inchiesta di Channel 4 News e del gruppo investigativo Verbatim, che ha rivelato un tentativo di ottenere finanziamenti da un soggetto statunitense per oltre 30.000 sterline destinate a sondaggi politici.
La legislazione britannica stabilisce che le donazioni politiche devono provenire da fonti autorizzate, come cittadini registrati nel Regno Unito o aziende locali. Reform UK ha respinto le accuse, sostenendo di essere stata ingannata da attivisti climatici e affermando che il sondaggio era indipendente e pubblico. Farage ha dichiarato che il partito non ha violato la legge.
Questa situazione si presenta in un momento critico, poiché il partito ha costruito la propria identità sulla denuncia dell'establishment e sulla richiesta di maggiore trasparenza. Qualsiasi sospetto di finanziamenti stranieri potrebbe minare il messaggio centrale di Reform UK.
Inoltre, Farage è coinvolto in un'inchiesta parlamentare riguardante un dono di 5 milioni di sterline ricevuto nel 2024 dall'imprenditore crypto Christopher Harborne. Farage sostiene che si trattasse di un regalo personale, ma la questione è controversa, poiché se fosse legato alla sua attività politica, le implicazioni sarebbero diverse.
Il leader di Reform ha recentemente lasciato il Parlamento per candidarsi nuovamente a Clacton, trasformando l'elezione in un referendum sulla sua figura. Tuttavia, questa strategia ha attirato l'attenzione su questioni di finanziamento e gestione delle regole elettorali, complicando ulteriormente la sua posizione. Farage ha descritto l'inchiesta come un attacco sistematico contro un outsider della politica britannica, paragonando la sua situazione a quella di Donald Trump.
