Squali di Sicilia, tra falsi miti e verità scientifiche

Negli ultimi mesi, la Sicilia è stata al centro di numerosi avvistamenti e catture accidentali di squali, suscitando un acceso dibattito tra il fascino per la natura e il timore di incontri pericolosi. Video virali mostrano squali avvistati in diverse località, da Menfi a Capo Gallo, fino al lungomare di Catania. Tra gli episodi più significativi, si segnala l'avvistamento di uno squalo bianco nel Canale di Sicilia, ripreso da subacquei che hanno documentato un esemplare di circa quattro metri.
Pochi giorni dopo, nel mare dell'agrigentino, alcuni pescatori hanno filmato un squalo Mako di oltre tre metri, una specie potenzialmente aggressiva, mentre nuotava in superficie. A Catania, un grande squalo Volpe Occhiogrosso è stato catturato accidentalmente nel golfo di Ognina. Gli esperti dell'Università di Catania hanno rassicurato, definendo questo esemplare un gigante innocuo che vive in acque profonde.
Gli specialisti invitano alla calma, sottolineando che il Canale di Sicilia funge da corridoio biologico e nursery per molte specie marine. La percezione di un aumento degli squali è in gran parte attribuibile ai progressi tecnologici, che consentono di documentare eventi che in passato passavano inosservati. La presenza di esemplari adulti al largo non deve essere vista come un segnale di pericolo, ma piuttosto come un indicatore positivo della biodiversità del mare siciliano.
