In Cisgiordania coloni aggrediscono una troupe della NBC

L'operazione militare avviata da Stati Uniti e Israele contro l'Iran, inizialmente prevista come un intervento di breve durata, ha superato i sei mesi, trasformandosi in un conflitto prolungato con ripercussioni geopolitiche ed economiche significative. Le operazioni, iniziate il 28 febbraio, hanno colpito la leadership iraniana e le infrastrutture militari, provocando una reazione di Teheran che ha risposto con attacchi aerei contro basi americane in Bahrein, Kuwait, Giordania e Iraq. Le forze del Centcom hanno dichiarato di aver colpito oltre 13 mila obiettivi iraniani, mentre l'Iran ha bloccato il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz, una delle rotte energetiche più cruciali al mondo.
L'impatto economico è stato notevole, con un aumento del 25% del prezzo del petrolio negli ultimi sei mesi, portando il costo della benzina negli Stati Uniti oltre i quattro dollari al gallone. I costi della guerra sono stati stimati in oltre 37,5 miliardi di dollari, con ulteriori richieste di fondi al Congresso. La Casa Bianca ha proposto un bilancio record per la difesa di 1.500 miliardi di dollari per l'anno fiscale 2027.
Il sostegno dell'opinione pubblica per il conflitto è in calo, con un sondaggio che mostra solo il 31% di approvazione. Le preoccupazioni tra i repubblicani crescono in vista delle elezioni di mid-term, spingendo alcuni leader a chiedere una rapida conclusione delle ostilità. Sul fronte diplomatico, gli Stati Uniti stanno cercando di esercitare pressione economica attraverso sanzioni, ma senza risultati concreti e con le speranze di un accordo duraturo ai minimi storici.
