Boom di visitatori al Museo dei relitti di Gela

Negli ultimi mesi, il Museo dei relitti di Gela ha registrato un notevole afflusso di visitatori, tra cui studenti, turisti e studiosi, attratti dai resti di un'antica nave affondata tra il VI e il V secolo a.C., a circa 800 metri dalla costa della cittadina.
Il relitto, scoperto nel 1988 e recuperato nel 1992, è stato finalmente musealizzato lo scorso febbraio, restituendo alla collettività reperti di grande valore storico. A breve, si prevede di aggiungere al museo anche i reperti di una seconda nave, anch'essa rinvenuta nel golfo gelese. Tuttavia, il restauro di questi materiali è attualmente in ritardo a causa della chiusura dello stretto di Hormuz, che ha ostacolato l'arrivo di parte del materiale necessario.
L'interesse suscitato da questi reperti ha portato a un incremento significativo delle visite: nei primi sei mesi di apertura, il museo ha già quadruplicato il numero di biglietti venduti rispetto al massimo di 4.000 registrati annualmente dal museo archeologico, chiuso dal 2021 per lavori di ristrutturazione. Nonostante il successo, la gestione degli spazi espositivi presenta delle difficoltà, poiché solo sei custodi sono attualmente in servizio per occuparsi sia del museo dei relitti che di quello archeologico, che dovrebbe riaprire a breve, oltre a due aree archeologiche.
