Cinque anni dal ritorno dei Talebani: l’Afghanistan ha cancellato le donne, solo il 7% lavora

Cinque anni dopo il ritorno dei Talebani in Afghanistan, la situazione delle donne è drammatica. Quando il movimento islamista riprese il controllo di Kabul nell'agosto 2021, cercò di presentarsi come un regime riformato, promettendo di rispettare i diritti delle donne al lavoro e all'istruzione. Tuttavia, queste promesse si sono rivelate illusorie, poiché i diritti sarebbero stati garantiti solo secondo l'interpretazione talebana della legge islamica.
Nel settembre 2021, i Talebani riaprirono le scuole secondarie per i ragazzi, escludendo le ragazze. Le scuole femminili furono brevemente riaperte nel marzo 2022, ma chiuse nuovamente poco dopo. A dicembre dello stesso anno, arrivò il divieto per le donne di frequentare le università. Queste misure, presentate come temporanee, sono rimaste in vigore, portando a una situazione in cui oltre 2,6 milioni di ragazze afghane sono state private dell'istruzione secondaria dal 2021, secondo l'UNICEF.
Inoltre, l'UNESCO ha definito l'Afghanistan l'unico Paese al mondo in cui l'istruzione secondaria e superiore è formalmente vietata per le donne. La situazione lavorativa è altrettanto preoccupante: solo il 7% delle donne afghane è occupato, rispetto all'84% degli uomini. Le restrizioni imposte dai Talebani hanno limitato l'accesso delle donne al lavoro in vari settori, e la loro presenza nel servizio civile è diminuita dal 21% nel 2023 al 17,7% nel 2025.
Questa progressiva esclusione non solo compromette i diritti attuali delle donne, ma mina anche la costruzione di un'economia in cui sempre meno donne possano acquisire competenze per il futuro.
