In carcere uno degli aguzzini di Giuseppe Di Matteo

Un pregiudicato mafioso di Custonaci dovrà scontare una pena residua di quattro anni e sette mesi di reclusione. Questo individuo era stato condannato a oltre trent'anni di carcere per associazione a delinquere di stampo mafioso e altri reati, tra cui il sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo, rapito e ucciso nel 1996. La revoca della libertà anticipata è stata eseguita dagli agenti delle Squadre mobili di Trapani e Catanzaro, a seguito di un provvedimento del Tribunale della Sorveglianza di Milano, che ha annullato il beneficio precedentemente concesso a Giuseppe Costa a causa della sua continua appartenenza a Cosa nostra trapanese.
Il giudice ha evidenziato che, durante la detenzione e dopo la scarcerazione, Costa ha ricevuto sostegno economico dall'associazione mafiosa, tramite il mafioso Pietro Virga, per coprire le spese legali. Questo ha portato all'annullamento del beneficio di buona condotta, inizialmente concesso per la sua partecipazione a programmi di riabilitazione. La carriera criminale di Costa risale alla seconda metà degli anni '90, quando fu condannato per il suo coinvolgimento nel sequestro di Di Matteo, fornendo supporto logistico e materiale alla cosca.
Dopo la scarcerazione nel 2017, Costa ha ripreso contatti con i vertici mafiosi di Trapani e Mazara del Vallo, partecipando a illeciti legati all'aggiudicazione di appalti. Recentemente, nell'ambito dell'operazione Scialandro, è stato condannato a 4 anni e 10 mesi di reclusione per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di beni ed estorsione. Le indagini hanno rivelato come Costa abbia costretto allevatori locali a dichiararsi proprietari di bestiame acquistato da lui, imponendo loro di occuparsene.
